Ovvero il meschino cannibalismo delle specie.
Il sole caldo asciugava le membra, un vento fresco risvegliava la mente intorpidita, la primavera era alle porte e quel mattino con i suoi amabili quindici miti gradi lo rallegravano incredibilmente. La primavera dà sempre un senso di speranza all’uomo, di fenice, di rinascita e così, seduti ad un bistrot sulla piazza, Socrate ed i suoi amici ammiravano quella fresca sinfonia. Continua a leggere