Il Tuono

Estratto del capitolo 11.

Quando l’esser semplici è la più alta delle ambizioni.

Grida il cielo. Alti Watussi suonano il loro timore. Piante percosse da in inquieto vento perdono frastornate i frutti di una vita. Distruzione, Morte: Paura. Da secoli forze naturali che incontrollate spadroneggiano sulla nostra volontà, e come animali impauriti e immobili dalle nostre grotte osserviamo: ammiriamo il caos che avvolge la nostra natura. Tempo in rivolta ed anima di tempesta, questo sono: La voce dell’oblio. Il mio. Se solo fossi. Se solo anche in me rivibrasse la musica, poesia. Tentare… per riuscire? Continua a leggere

Una giornata da Fabbri

 

“Gira, gira, gira amico mio.

Gira, gira, picciuol figlio di Dio.

Tempo al tempo e spazio sempre a lui,

Questa eterna danza è il moto degli Dei.

Corre, corre, corre senza meta,

Il picciul elettrone viaggia e non si queta.”

 

Con una schicchera gli da vita. Con una schicchera gli da moto e, quel grande orologio che è il tempo, comincia a girare. Corre dunque in su, per le stelle, fino arrivare al remoto centro ove dal grande astro prende la luce, che poi per la mano sulla terra conduce. Corrono assieme su sconfinate valli. Corrono assieme sul mondo e i suoi calli. Tempeste, uragani, maremoti e frontiere non sono per loro sufficienti barriere. Conquistano il mondo in così breve tempo e presto alla vita ridanno il suo tempo. Questa dolce melodia proveniva da una casuccia, una piccola, dolce e innocente casuccia che sorgeva senza indugi in su d’un colle nei pressi di Roma. Continua a leggere